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ESTINTORI D´INCENDIO

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DESCRIZIONE E APPLICAZIONI

Estintore d'incendio d'epoca E' ormai consuetudine vedere negli ambienti di vita e di lavoro ed anche nei mezzi di trasporto pubblici gli estintori d'incendio. Tali mezzi, definiti apparecchi contenenti un agente estinguente che può essere proiettato e diretto su un fuoco sotto l'azione di una pressione interna, possono essere di tipo portatile oppure montati su carrello e servono per estinguere un "principio" di incendio.

I decreti ministeriali D.M. 20 dicembre 1982 e D.M. 6 marzo 1992 stabiliscono che gli estintori d'incendio, per poter essere impiegati devono essere sottoposti ad una procedura tecnico amministrativa (omologazione) da parte del Ministero dell'Interno che certifica la rispondenza alla norma stessa. Pertanto gli estintori d'incendio per essere commercializzati devono essere del tipo omologato ai sensi dei predetti decreti ministeriali.

Il decreto ministeriale D.M. 7 gennaio 2005 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana numero 28 del 4 febbraio 2005 riporta le "norme tecniche e procedurali per la classificazione ed omologazione di estintori d'incendio portatili di incendio" secondo la norma EN3/7:2004.
Il Decreto composto da 12 articoli entrerà in vigore il 4 giugno 2005.
L'articolo 11) "Norme Transitorie", stabilisce che la commercializzazione dei soli estintori d'incendio portatili, omologati ai sensi del D.M. 20.12.82 è consentita per un periodo non superiore a 18 mesi dalla data di entrata in vigore del Decreto, pertanto fino al 4 febbraio 2007.
Stabilisce inoltre che, gli estintori d'incendio portatili omologati ai sensi del D.M. 20.12.82 potranno essere utilizzati per 18 anni, decorrenti dalla data di produzione punzonata sul serbatoio o bombola di ciascun estintore d'incendio portatile.


Estintore d'incendio a polvere - - - Ingrandisci il disegno Estintori a polvere chimica

L'agente estintore in questo caso è una polvere che viene lanciata sull'incendio a mezzo di un gas sotto pressione, contenuto in una bombolina interna od esterna all'estintore o nella parte superiore dell'estintore.
Le polveri impiegate più comuni, quelle a base di fosfati di ammonio, sono adatte per lo spegnimento di fuochi di classe A e quindi di impiego polivalente. Altre polveri vengono utilizzate per lo spegnimento di fuochi di classe D come quelli di metalli e di celluloide.
Tutte le polveri sono trattate con speciali additivi per impedire la formazione di grumi per umidità. La pressurizzazione viene effettuata con azoto.


Estintori a Biossido di Carbonio (CO2)

Il biossido di carbonio è conservato allo stato liquefatto in vere e proprie bombole. Al momento del bisogno la pressione sovrastante spinge il biossido di carbonio in fase liquida attraverso il pescante al cono erogatore, ove avviene una rapida evaporazione con forte raffreddamento e formazione di anidride carbonica allo stato solido sotto forma di piccole particelle denominate anche neve.
L'azione di spegnimento del biossido di carbonio è di soffocamento, in quanto riduce la presenza di ossigeno a valori inferiori a quelli minimi per sostenere la combustione, e di raffreddamento.
Condizione essenziale perché si abbia l'azione di spegnimento è che il biossido di carbonio possa restare nella zona dell'incendio: è quindi indispensabile che l'operazione avvenga in assenza di ventilazione. La sua efficacia all'aperto è in genere quindi notevolmente ridotta, specie in presenza di vento. Peraltro l'azione di raffreddamento effettuata solo dalla neve è molto limitata e l'estintore non si presta molto per gli incendi di classe A (legno, carta, etc.).
Il pregio dell'estintore d'incendio a biossido di carbonio è quello di non esercitare alcuna azione corrosiva e di non lasciare alcuna traccia dopo breve tempo. Ciò spiega il suo largo impiego in presenza di impianti e macchinari elettrici ed elettronici.


Estintori idrici

Gli estintori idrici impiegano come agente estintore l'acqua. Il tipo più antico, ormai scomparso è quello costituito da un involucro cilindrico, nel cui interno sono sistemati una soluzione di bicarbonato di sodio in acqua ed una fiala di acido solforico. Al momento dell'impiego si rompe la fiala di acido solforico e si ha una reazione chimica fra i due prodotti con formazione di anidride carbonica, che si raccoglie nella parte alta dell'estintore funzionando come agente propulsore. I moderni estintori ad acqua sono del tipo pressurizzati e contengono solo acqua che al momento dell'impiego viene espulsa da un gas sottopressione, contenuto in una apposita bombolina interna od esterna all'estintore od accumulato nella parte alta dell'estintore.
Estintore moderno CO2 Gli estintori idrici sono impiegati per l'estinzione di incendi di classe A, incendi di materiali a base di cellulosa-legno e carta, con formazione di brace. Essi possono essere a getto pieno oppure frazionato, questi ultimi sono da preferire, se non è necessario disporre di una maggiore gittata, per la maggiore efficacia di estinzione e per il minore rischio presentato, se impiegato erroneamente in presenza di impianti elettrici sotto tensione.


Estintori a schiuma

La schiuma per uso antincendio è una massa di bollicine d'aria o di anidride carbonica formata con vari sistemi da soluzione acquose di speciali agenti schiumogeni. Poiché la schiuma che si forma è molto leggera è in grado di galleggiare su tutti i liquidi infiammabili costituendo uno strato continuo e quindi una sorta di sigillo fra il liquido infiammabile e l'aria sovrastante. Venendo a mancare l'ossigeno dell'aria, i vapori del liquido infiammabile non sono più in grado di bruciare e l'incendio si smorza per soffocamento. I moderni estintori d'incendio a schiuma sono del tipo pressurizzato. Nel serbatoio è immessa una certa quantità di soluzione schiumogena che al momento dell'impiego viene espulsa da un gas sotto pressione ed avviata ad una speciale lancia, formando la schiuma che fuoriesce con una certa velocità dalla lancia stessa.
Gli estintori d'incendio a schiuma esplicano la loro azione per soffocamento e, solo in linea secondaria e trascurabile, per raffreddamento e sono impiegati per l'estinzione di incendi di classe B, ossia quelli di liquidi infiammabili.
Gli alcool ed altri liquidi infiammabili, in genere tutti quelli solubili in acqua, sciolgono le ordinarie schiume antincendi ed in tal caso occorre ricorrere a tipi di schiume resistenti all'alcool.

Per quanto riguarda l'installazione ogni estintori d'incendio deve essere raggiungibile con un percorso che sia privo di ostacoli e, con una distanza che nelle prime norme di prevenzione incendi veniva fissata in max 15 metri e, che con il D.M. 10.03.1998 viene fissata in max 30 metri.
Naturalmente in attività con la presenza di numerosi ostacoli (ad esempio i supermercati) la distanza di 30 metri non è sicuramente sufficiente per un rapido e immediato utilizzo. Pertanto la distanza tra gli estintori d'incendio deve essere determinata con la posizione del personale che si presume possa utilizzare gli estintori d'incendio.
Considerando che gli estintori d'incendio di norma vengono utilizzati da persone che potrebbero essere non atleticamente preparate, è certamente consigliabile l'installazione di estintori d'incendio della capacità di 6 Kg., in modo che possano essere utilizzati senza particolare sforzo. La norma considera l'estintore d'incendio portatile se il suo peso complessivo non supera 20 Kg.

L'estintore d'incendio deve essere facilmente visibile e non deve creare ingombro al passaggio di persone e mezzi.
L'estintore d'incendio deve essere installato a muro con una staffa in modo che l'impugnatura sia ad un'altezza dal suolo non superiore a 150 cm. Nel punto in cui è collocato l'estintore d'incendio deve essere posizionato un cartello allo scopo di poterlo rilevare con rapidità. Detti cartelli devono essere conformi al decreto legislativo D.Lgs. 14 agosto 1996 n. 493 che recepisce la direttiva sulla segnaletica di sicurezza 92/58/CEE. Infine gli estintori d'incendio vanno fissati all'interno e all'esterno della zona da proteggere e, comunque in prossimità degli accessi e dei punti di maggior pericolo.

L'installazione degli estintori d'incendio a biossido di carbonio deve avvenire in ambienti con un volume ampio in modo da non creare una situazione di pericolo per le persone presenti a causa della sottrazione di ossigeno.
È importante informare il personale che gli estintori d'incendio a biossido di carbonio possono rappresentare un pericolo in quanto sono capaci di creare ustioni da freddo a causa dell'alta temperatura negativa (-78°) che si manifesta al momento dell'erogazione.

Per quanto riguarda gli estintori d'incendio a polvere l'unica precauzione è quella di aerare i locali dopo l'utilizzo.

Nel caso di impiego su apparecchiature elettriche dovranno essere utilizzati solo estintori che hanno superato la prova dielettrica.

Nelle attività soggette alle norme di prevenzione incendi esistono specifiche prescrizioni sul tipo di estintore d'incendio da utilizzare mentre, per le attività non rientranti nelle Tabelle delle attività soggette a prevenzione incendi vale quanto previsto dal decreto ministeriale D.M. 10.03.1998.
Il decreto ministeriale D.M. 10.03.1998 si applica in tutte le attività in cui sono presenti lavoratori e, prevede che venga effettuata la individuazione del rischio di incendio e al tempo stesso classificato in rischio di incendio basso;medio;alto;
Sulla base di suddetta classificazione lo stesso decreto ministeriale all'allegato V art. 5.2) stabilisce quanto di seguito specificato nella Tabella A.

Tabella A - Prescrizioni previste dal D.M. 10.03.1998 Allegato V art. 5.2


Inoltre stabilisce genericamente i seguenti criteri :

Non meno di un estintore d'incendio per piano;
La scelta deve avvenire sulla base del pericolo di incendio (classe di incendio);
La distanza che una persona deve percorrere per utilizzare un estintore d'incendio non deve essere superiore a
30 mt.

La scelta di un estintore si fonda principalmente sulle caratteristiche che lo contraddistinguono costituite essenzialmente dalla capacità estinguente e dalla natura dell'estinguente contenuto. Non possono però essere ignorati né la carica nominale, che il peso complessivo e la possibile utilizzazione su apparecchi sotto tensione.

La capacità estinguente è la classificazione formale dell'estintore d'incendio. Essa fornisce la rappresentazione sia dei tipi dei fuoco "attaccabili" sia della loro entità. Si esprime mediante una sigla alfanumerica in cui si distinguono tre lettere maiuscole A - B - C, precedute, ad eccezione della C, da numeri a una o due cifre. Le prime rappresentano le classi di fuoco, i numeri quantificano i rispettivi focolari.

L'aspetto più intuitivo è che ai numeri più grandi corrisponda una prestazione, quindi un estintore d'incendio, più efficace.

Tabella C - Classi di fuoco e la classifica dei loro migliori estinguenti


A queste lettere corrispondono dei comportamenti che derivano da differenti peculiarità più propriamente fisiche che chimiche. La parte di materia che partecipa alla combustione è sempre una sua componente gassosa, ma a seconda dello stato fisico e aspetto con cui la materia "infiammata" si presenta, le operazioni di estinzione richiedono prestazioni dell'estinguente differenziate.

Tabella D - Classi di fuoco e prestazioni richieste dall'estinguente