Descrizione e applicazioni

Sviluppato come sostituto del gas Halon, l’FM200 è il migliore agente per la protezione antincendio dal punto di vista della compatibilità con la vita umana ed i luoghi caratterizzati dalla presenza costante di persone.

Gli impianti di spegnimento a gas chimico HFC-227ea (FM200), che è un idrofluorocarburo o eptafluoropropano (CF³CHFCF³), sono da considerarsi dei sistemi a clean agent (agenti puliti), così definiti perché il loro uso assicura un processo di spegnimento di tipo rapido e pulito, non rilasciando alcun tipo di residuo nell’area in cui viene erogato, infatti dopo che l’agente estinguente viene scaricato, può essere rimosso dallo spazio protetto attraverso una semplice ventilazione, permettendo di riprendere rapidamente le normali operazioni.

Il gas HFC 227ea (FM200), è un gas incolore, quasi inodore, con una densità pari a circa sei volte quella dell’aria, non conduttivo elettricamente, utilizzato per la protezione antincendio di una vasta gamma di rischi, inclusi quelli comprendenti materiale elettrico ed elettronico.
Questo gas è un agente estinguente pulito, molto sicuro per le persone perché, non solo spegne il fuoco senza ridurre la quantità di ossigeno ma, nelle specifiche concentrazioni di utilizzo, non è tossico. Son proprio questi i motivi, che lo rendono perfettamente idoneo alla protezione di ambienti normalmente occupati da persone.

Questo tipo di estinguente per la sua volatilità e ridottissima tossicità è molto diffuso negli ambienti a saturazione totale. In effetti come riportato nella Tabella A, estrapolando il dato di NOAEL al 9% in volume, l'HFC-227ea risulta essere il gas chimico in commercio meno dannoso per l'uomo e l'ambiente.

Inoltre dal punto di vista ambientale l’agente estinguente FM200 (HFC-227ea) è stato accettato dalla EPA (Environmental Protection Agency) nell’ambito del Programma delle Nuove Alternative (Significant New Alternative Program) perché ha un potenziale di riduzione dell'ozono (ODP, Ozone Depletion Potential) nullo, un potenziale di effetto serra (GWP, Global Warming Potential ) estremamente basso ed una vita atmosferica (ALT, Atmospheric Lifetime) molto limitata (31 anni), insieme di requisiti che hanno portato l’EPA a valutare il suo impatto come accettabile e, conseguentemente, a non porre alcuna limitazione di utilizzo.

Anche se in realtà, nonostante i suoi valori di impatto ambientale risultino essere estremamente bassi si raccomanda comunque di evitare il pericolo di scariche inutili o di perdite accidentali facendo manovrare l’impianto solamente a personale specializzato ed adeguatamente formato.

L’HFC-227ea (FM200) funge da agente di estinzione assorbendo calore dalle fiamme ed è pertanto più efficace con fiamme vere e proprie che non con fuochi che bruciano senza fiamme, producendo braci.

A differenza dell’Halon 1301 che interveniva sull’incendio per via chimica, l’estinguente HFC-227ea agisce soprattutto per raffreddamento fisico, rimuovendo il calore dalla fiamma. Infatti questo gas estingue gli incendi combinando l’effetto chimico di inibizione delle fiamme con l’effetto di raffreddamento. L’FM200 estingue il fuoco assorbendo calore. Gli HFC, classe alla quale appartiene, sono usati nel campo della refrigerazione e sono degli agenti di trasferimento del calore molto efficaci. Infatti questi rimuovono l’energia termica dal fuoco in modo che esso non possa più sostenersi. Inoltre vengono liberate piccole quantità di radicali liberi che contribuiscono ad inibire la reazione a catena che è responsabile della combustione.

Il gas HFC-227 ea (FM2000) è in grado di intervenire sulle maggiori classi di incendio, anche se risulta essere particolarmente adatto alla protezione di ambienti a rischio di incendio di classe A contenenti materiali combustibili come legno, carta, materie plastiche, etc. Tipiche installazioni sono quelle a protezione di centri di elaborazione elettronica e di telecomunicazione e di apparecchiature o oggetti di valore elevato in musei o archivi.

In sintesi l’impianto di estinzione a gas HFC-227ea è costituito da uno stoccaggio (bombole) sotto pressione collegato tramite valvole ad un sistema di tubi che lo portano a destinazione (collettore e tubazioni di distribuzione). All’estremità di detti tubi vi sono degli ugelli attraverso i quali il gas si scarica sul vano o oggetto da proteggere.

L’estinguente è contenuto nel gruppo bombole in fase liquida. In caso d’incendio, il sistema di rivelazione e attivazione segnala l’emergenza ed attiva la scarica dell’estinguente il quale viene rilasciato, tramite la rete di distribuzione e di ugelli erogatori, solo nel locale in cui si è verificata l’emergenza, sotto forma di gas.

Il principio di funzionamento del gas HFC-227ea è quello della saturazione totale dell’ambiente (total flooding); questo sistema di funzionamento ha il grande vantaggio di non dover preoccuparsi dell’ubicazione dei materiali a rischio, né della loro conformazione perché, crea condizioni omogenee in tutto l’ambiente. Alle normali concentrazioni il gas può essere respirato senza conseguenze per le persone per circa 5 minuti anche se l’evacuazione è sempre consigliata entro il primo minuto dalla scarica.
Per effetto dei modi discendenti dell’agente estinguente è determinante indicare l’altezza massima alla quale si possono trovare i materiali combustibili oggetto della protezione.

Altro parametro essenziale è la valutazione del volume effettivo da proteggere, determinante per definire la quantità di gas da impiegare. Le caratteristiche dell’ambiente da proteggere sono infatti fondamentali per una corretta progettazione dell’impianto, tanto che la normativa NFPA prevede espressamente il test di tenuta denominato Door Fan Integrity Test che consiste nella chiusura di tutte le aperture tramite serramenti automatici e soprattutto l’arresto immediato dei sistemi di ventilazione che risultano essere fondamentali per l’efficacia del sistema.
In particolari ambienti di dimensioni contenute dove sono presenti numerose aperture più o meno sigillate, da dove può uscire rapidamente il gas estinguente, è frequente l’utilizzo di sistemi a doppia scarica. Dopo la prima scarica, segue una scarica aggiuntiva di “mantenimento” che aggiunge il gas che viene perso attraverso le aperture in modo da mantenere la concentrazione sui parametri richiesti per lo spegnimento.

Per una valutazione della compatibilità del gas HFC-227ea con l’ambiente bisogna considerare l’interazione che il gas determina al contatto con la fiamma ed i conseguenti prodotti della decomposizione chimica. Il gas HFC-227ea infatti al contatto con la fiamma ed il calore produce acido fluoridrico (HF) anche se in quantità molto limitata, è comunque consigliata l’adozione di autorespiratori per l’intervento in ambienti così protetti.
Per quanto riguarda i limiti di concentrazione ed esposizione delle persone al gas estinguente HFC-227ea si applica quanto stabilito negli Stati Uniti dall’EPA (Environmental Protection Agency) e dal Protocollo di Reinhardt. I parametri determinanti sono:
• NOAEL-NO Observable Adverse Effect Level (massimo valore di esposizione all’agente estinguente ovvero concentrazione, a cui non vengono riscontrati effetti collaterali);
• LOAEL-Lowest Observable Adverse Effect Level (minimo valore di esposizione all’agente estinguente ovvero concentrazione, a cui vengono riscontrati effetti collaterali).

Tabella A – Proprietà ambientali dell’HFC-227ea e paragone con quelle dell’HFC-23

PROPRIETA’

HFC-227ea (FM200®)

HFC-23 (FE)

NOAEL-NO Observable Adverse Effect Level

9,0%

50%

LOAEL-Lowest Observable Adverse Effect Level

10,5%

> 50%

ODP (Potenziale Distruttivo dell’Ozono Stratosferico) 

0

0

GWP (Potenziale di Riscaldamento Globale)

2.900

11.700

ALT   (Tempo di Persistenza in Atmosfera)

36,5 anni

264 anni



Il proliferare di nuovi estinguenti clean agent del tipo a gas Haloncarbons e a gas Inerti ha indotto lo standard NFPA 2001 a inserire un nuovo Protocollo di verifica della compatibilità tossicologica denominato PBPK – Physiologically Based Pharmacokinetic model, che considera la concentrazione massima ammissibile nel sangue dell’agente estinguente e il tempo necessario per raggiungerla.

Grazie ai suoi numerosi vantaggi, l’HFC-227ea (FM200) è stato considerato dall’EPA la più efficace alternativa all’Halon 1301, non più utilizzato nei sistemi antincendio, tanto che tutti i Governi delle varie nazioni nel mondo hanno decretato la dismissione degli impianti ad Halon 1301, che dagli anni 80 in poi hanno lasciato il posto ai sistemi HFC-227ea (FM200) che sono stati sviluppati proprio per colmare le esigenze causate dalla loro dismissione.


Normative di riferimento

  • D.M. 23 dicembre 1993 - Osservanza delle prescrizioni in materia di sicurezza e di valutazione dei rischi di incidenti rilevanti connessi alla detenzione e all'utilizzo di sostanze pericolose previste dal D.P.R. n. 175 17 maggio 1988, e successive modificazioni ed integrazioni.
  • D.M. 26 marzo 1996 (e successiva proroga del 10 marzo 1999) - Attuazione del D.L. n.56 10.02.1996 sulle sostanze dannose per la fascia di ozono stratosferico.
  • Legge n.179 16 giugno 1997 - Modifiche alla Legge n.549 28 dicembre 1993 recante misure a tutela dell’ozono stratosferico.
  • D.M. 10 marzo 1998 - Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell’emergenza nei luoghi di lavoro.
  • D.M. 03 ottobre 2001 - Recupero, riciclo, rigenerazione e distribuzione degli halon.
  • D.M. n.37 22 gennaio 2008 - Regolamento concernente l´attuazione dell´articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n.248 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici.
  • D.Lgs. n.81 09 aprile 2008 - Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in attuazione dell'articolo 1 della Legge n.123 3 agosto 2007 - Misure in tema di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e delega al Governo per il riassetto e la riforma della normativa in materia.
  • UNI EN 15004-1:2008 - Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi - Progettazione, installazione e manutenzione.
  • UNI EN 15004-5:2008 - Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi - Proprietà fisiche e progettazione dei sistemi a estinguenti gassosi per l'agente estinguente HFC 227ea.
  • NFPA 2001:2008 - Standard On Clean Agent Fire Extinguishin Systems.
  • UL 2127 - Inert Gas Clean Agent Extinguishing System Units.


Manutenzione

La manutenzione dei sistemi di spegnimento a gas HFC-227ea è richiamata dal D.P.R. 37/98, dal D.M. 10.03.98 ed è resa praticamente obbligatoria dal D.Lgs. n.81 del 2008 dove si cita l'obbligo di mantenere in efficienza tutti i presidi antincendio, infatti il decreto prevede che "gli interventi di manutenzione ed i controlli sugli impianti e sulle attrezzature di protezione antincendio devono essere effettuate nel rispetto delle disposizioni legislative e regolamentari vigenti, delle norme di buona tecnica emanate dagli organismi di normalizzazione o europei o, in assenza di dette norme di buona regola tecnica, dalle istruzioni fornite dal fabbricante e/o installatore”.

Oltre che in accordo con i suddetti decreti ministeriali e legislativi, la manutenzione degli impianti di spegnimento a gas HFC-227ea è da effettuare soprattutto in accordo con la Normativa UNI 15004-1 - Installazioni fisse antincendio - Sistemi a estinguenti gassosi - Progettazione, installazione e manutenzione, di cui l'ultima edizione risale al 2008.

La presente norma espone le procedure per la sorveglianza, il controllo e la revisione degli impianti di spegnimento a gas estinguente ed introduce con chiarezza lo scopo principale delle attività di manutenzione, che consiste nella verifica della funzionalità degli impianti e non nella verifica della loro efficacia.

L'utente secondo la UNI 15004 deve seguire un programma di ispezioni, deve approntare una tabella di manutenzione e deve tenere sempre aggiornate le registrazioni delle ispezioni eseguite.

La manutenzione degli impianti è strutturata in tre fasi distinte, con differenti periodicità di intervento: sorveglianza, controllo e revisione.

Tabella B - Prospetto scadenze manutenzione impianti di spegnimento a gas estinguente

FASI

PERIODICITA’

Sorveglianza

Ogni 7 giorni

Controllo

Ogni 6 mesi

Revisione

Ogni 10 anni



La SORVEGLIANZA, consiste in una misura di prevenzione atta a controllare l'impianto settimanalmente tramite l'effettuazione dei seguenti accertamenti:

a. verifica dei valori di pressione indicati dai manometri, posti sulle valvole delle bombole, mediante il confronto dei valori rilevati con quelli indicati sul libretto di uso e manutenzione dal costruttore dell'impianto (detti valori devono tenere conto della temperatura ambientale);
b. per gli impianti a biossido di carbonio, se l'impianto è dotato di sistema di pesatura automatico, verifica dell'assenza di segnalazioni di bombola scarica;
c. verifica che il dispositivo di sicurezza presente sul comando di attivazione manuale sia inserito;
d. verifica di assenza di segnalazioni di guasto o anomalia sulla centrale di rivelazione.

Il CONTROLLO, consiste in una misura di prevenzione atta a verificare semestralmente il corretto funzionamento dell'impianto e la sua conformità al progetto originale, che dovrà essere messo a disposizione dal proprietario o esercente. Dovranno essere eseguiti tutti i controlli e le prove riportate dalla UNI 15004, da parte di un tecnico abilitato. Questa fase prevede:

- la realizzazione di un accurato controllo sul locale che ospita l'impianto di spegnimento, sulla rete di distribuzione ed ugelli di erogazione, sul gruppo delle bombole;
- svolgimento di una prova "in bianco” dell'impianto di spegnimento automatico, con lo scopo di verificare il buono stato di funzionamento degli automatismi del sistema senza provocare la scarica dell'estinguente;
- svolgimento di una prova "in bianco” dell'impianto di spegnimento manuale.

Da sottolineare che ognuna delle fasi sopraindicate prevede dei sotto controlli specifici e dettagliati.

La REVISIONE, consiste in una misura di prevenzione di frequenza decennale, atta a rendere perfettamente efficiente l'impianto di spegnimento attraverso una serie di accertamenti ed interventi volti a determinare anche lo stato dei componenti che nella fase di controllo vengono solo ispezionati senza lo smontaggio, come per esempio il ricollaudo delle bombole.

Detti interventi di manutenzione devono essere annotati nell'apposito Registro dei Controlli che deve essere tenuto a disposizione del comando VV.F.
Di seguito è riportata la scheda tecnica contenente le operazioni di manutenzione da porre in essere per gli impianti di spegnimento a gas HFC-227ea.

• Scheda tecnica operazioni di manutenzione per gli impianti di spegnimento a gas HFC-227ea.

Nonostante la manutenzione degli impianti di spegnimento a gas HFC-227ea debba essere svolta attraverso controlli periodici e regolari nel rispetto di quanto previsto dalla UNI 15004, la responsabilità maggiore resta comunque dell'azienda o del titolare della medesima a cui spetta la decisione più importante, e cioè la scelta della società a cui affidare le attività di manutenzione sulle proprie attrezzature ed impianti antincendio.

A tal proposito va sottolineato come il D.Lgs. 81/2008 prevede che al momento dell'affidamento del servizio di manutenzione delle attrezzature e degli impianti antincendio è importante verificare l'idoneità tecnico-professionale dell'impresa come previsto all'articolo 26) del D.Lgs. n.81/2008 "Indicazioni pratiche per eseguire la verifica dell'idoneità tecnico-professionale” e all'articolo 27) del D.Lgs. n.106/2009, relativo alla qualificazione delle imprese e dei lavoratori autonomi.

L'articolo 26) del D.Lgs. n.81/2008 prevede che il committente dovrà limitarsi a richiedere all'impresa affidataria del servizio di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio questi due documenti:

• il Certificato di iscrizione alla camera di commercio;
• l'Autocertificazione di possesso dei requisiti di idoneità tecnico-professionali.

La sola ipotesi che, in caso di infortunio, il magistrato possa accontentarsi della richiesta di questi due documenti per non attribuire un'eventuale culpa in eligendo ("colpa nella scelta”) al committente è semplicemente risibile. Già in passato la giurisprudenza ha avuto modo di affermare come questa verifica debba essere sostanziale, non meramente formale.
In effetti di sostanziale nel certificato e nell'autocertificazione richiesta all'articolo 26) c'è solo la carta su cui vengono stampate le autocertificazioni e il certificato, dato che nessuno dei due documenti richiesti è in grado di dare altra informazione che vada oltre la semplice constatazione che l'impresa è abilitata ad operare, ma nulla sappiamo sulla sua capacità di saper operare e, soprattutto, di saper operare in sicurezza, fine ultimo della verifica dell'idoneità tecnico-professionale.

Vediamo allora come integrare questi documenti con ulteriori richieste che possono essere utili al datore di lavoro/committente per fare un buona verifica dell'idoneità tecnico professionale dell'impresa a cui affidare il servizio di manutenzione.

• DURC - Documento Unico di Regolarità Contributiva. Il DURC garantisce che l'impresa sia in regola con il versamento dei contributi obbligatori, sollevando per altro il committente dalla responsabilità solidale, vigente anch'essa, riguardo al mancato pagamento delle retribuzioni e dei contributi previdenziali ed assicurativi.
• Dichiarazione dell'organico medio-annuo ed organigramma dell'impresa. Questa dichiarazione ha la finalità di verificare l'effettiva forza lavoro dell'impresa e le sue capacità organizzative, comprendenti per esempio, la presenza di preposti e/o dirigenti in grado di vigilare sulla sicurezza dei lavori affidati all'impresa.
• Nominativi delle figure della sicurezza (RSPP - RLS - Medico Competente) e copie degli attestati di avvenuta formazione. Questi documenti garantiscono che l'impresa ha effettivamente adempiuto ai requisiti di base della normativa in materia di sicurezza. La conoscenza di tali nominativi sarà in ogni caso utile nella successiva fase di redazione del DUVRI.
• Curriculum dell'impresa. Un curriculum per accertare l'esperienza dell'impresa che contenga l'elenco dei servizi di manutenzione delle attrezzature ed impianti antincendio, eseguiti negli ultimi tre anni.
• Relazione degli infortuni e delle malattie professionali dichiarate negli ultimi tre anni: è questo un dato molto rilevante poiché caratterizza fortemente la tendenza infortunistica dell'impresa.
• Possesso di una certificazione BS OHSAS 18001 - Sistema di gestione per la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. E' una certificazione rilasciata da un organismo di certificazione accreditato che attesta che l'impresa è in possesso di un modello di organizzazione e di gestione di cui all'articolo 30) del D.Lgs. n. 81/2008, esimente dalla responsabilità amministrativa delle imprese.
• Attestati di formazione dei lavoratori ed elenco dei dispositivi di protezione individuali. Atto a verificare il rispetto da parte dell'impresa degli adempimenti di base previsti dalla norma.
• Elenco delle macchine ed attrezzature che l'impresa intende impiegare per lo svolgimento del lavoro, dichiarazione se esse sono di proprietà o meno dell'impresa e presenza o meno del marchio CE, simile elenco è anch'esso indice della professionalità dell'impresa e della sua capacità di saper prevedere con quali modalità svolgere il lavoro che le sarà assegnato. Inoltre, in alcuni casi, il possesso di alcune macchine o attrezzature, che sono state in passato oggetto di importanti investimenti per l'impresa, potrebbe servire a giustificare il costo più o meno basso dell'offerta economica presentata, dato che se esso è già stato ammortizzato, l'impresa sarà in grado di fare offerte più basse rispetto alla concorrente che dovrà provvedere al suo noleggio.
• Riduzione premio INAIL. Copia della lettera di riduzione del premio infortunistico INAIL nel primo biennio di attività o, in alternativa, dopo il primo biennio ai sensi degli artt. 20 e 24 - Modalità di Applicazione della Tariffa dei premi INAIL - approvata con D.M. 12 dicembre 2000 (per le imprese soggette al D.P.R. 602/1970, tale riduzione può essere applicata solo per i dipendenti).
• Provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale. Dichiarazione che attesti che l'impresa non ha subito provvedimenti di sospensione dell'attività imprenditoriale previsti dall'articolo 14) del D.Lgs. n. 81/2008 (per utilizzo di manodopera non regolare o per gravi e reiterate violazioni della disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
• Gestione rifiuti. Dichiarazione che attesti il rispetto delle disposizioni previste dal D.Lgs. n.152 del 3 aprile 2006 "Norme in materia ambientale”.


Bibliografia

  • U. Alberghini – G.L. Lugoboni – E. Alberghini, Guida pratica alla prevenzione incedi e gestione dell’emergenza, Ed. EPC Libri, Roma 2005.
  • G. Giomi – P.R. Pais, Antologia organica di prevenzione incendi, Ed. EPC Libri, Roma 2002.
  • E. Lavè – P. Lavè, Guida Pratica all’antincendio, Ed. EPC Libri, Roma 2003.
  • S. Marinelli – L. Nigro, Impianti antincendio, Ed. EPC Libri, Roma 2002.
  • S. Marinelli, La formazione dell’addetto antincendio, Ed. EPC Libri, Roma 2005.
  • UMAN (Unione Costruttori Materiali Antincendio), Impianti antincendio ed uso degli agenti estinguenti, Ed. EPC Libri, Roma 2006.
  • UMAN (Unione Costruttori Materiali Antincendio)– CVVF (Comando dei Vigili del Fuoco), Estintori e componenti reti idranti, Ed. UNI, Milano 2008.